Ristruttar chiesetta Cimitero - Enzo Marino

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Chiesetta Cimitero




“Il restauro di questa chiesetta è frutto dell’impegno di un uomo che,
 
Da solo, ha saputo unire un intero paese nel nome dei suoi defunti.”11 agosto 2011.
Ci sono luoghi che custodiscono più silenzio che spazio, più ricordi che mattoni. La chiesetta del cimitero di Pentone è uno di questi: un piccolo santuario dove riposano le radici del paese, dove ogni nome inciso nella pietra è un frammento di vita che continua a vibrare nel cuore di chi resta.
Nel 2012, quando quel luogo sacro appariva ferito dal tempo — i banchi consumati, le luci spente, i muri segnati da crepe e moscerini — sembrava che anche la memoria dei nostri defunti stesse perdendo colore. Ma non era così. Perché la memoria, quando è vera, chiama. E qualcuno ascolta.
Fu allora che nacque un gesto semplice, umile, ma destinato a diventare grande: una piccola offerta da 5 euro, un invito alla comunità a prendersi cura dei propri antenati, dei propri genitori, dei propri amici. In due anni, 193  pentonesi — vicini, lontani, emigrati in Canada ma con il cuore sempre rivolto al paese — risposero a quel richiamo. Ogni euro donato fu un atto d’amore, un fiore invisibile posato su una tomba, un “non vi abbiamo dimenticati”.
Grazie a quella raccolta, grazie alla generosità di tanti e alla collaborazione del sindaco Raffaele Mirenzi, la chiesetta tornò a vivere. I muri furono restaurati, la luce tornò a brillare, il luogo ritrovò dignità. E con i fondi raccolti furono costruiti otto banchi nuovi, un altare, un mobilio per il sacerdote: opere realizzate con mani esperte e cuore sincero dal falegname Mastro Mico Domenico Critelli, che donò il suo lavoro come gesto di devozione.
Il 2 novembre 2014, quando la chiesetta fu benedetta durante la Santa Messa, sembrò che tutte le anime presenti — quelle visibili e quelle invisibili — si fossero radunate per assistere a quel momento. Era come se i defunti, silenziosi custodi del paese, avessero sorriso. Perché la memoria, quando viene onorata, diventa eterna.
Questa pagina è dedicata a loro: ai padri e alle madri che hanno costruito Pentone con il lavoro e il sacrificio, ai nonni che hanno tramandato storie e valori, agli amici che hanno lasciato un vuoto ma anche un’eredità di affetto, a chi è partito e non è più tornato, a chi riposa in quella chiesetta che oggi, grazie all’amore di una comunità, è tornata a splendere.
Che questa pagina sia un abbraccio. Che sia una preghiera. Che sia un grazie.
Perché ricordare i defunti significa ricordare chi siamo. E Pentone, con questo gesto, lo ha fatto nel modo più bello.

Come era nel 2011
Benedizione della chiesetta
dal parraco Don Gaetano Rocca.
Come è oggi 2026
Comunione dei fedeli Pentonesi
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