Conistoria strada Culovi Carbasile - Enzo Marino

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Opere comunali
La cronistoria Culovì–Carbasile è semplice e drammatica:
Finanziamento ottenuto.nel 2018–2019: Dalla precedente Amministrazione a Guida Michele Merante. Oggi 2026 assistiamo alla incapacità amministrativa nel portare a termine l’opera. Oggi: rischio concreto di perdere tutto.Dopo nove anni, non si può più parlare di “difficoltà”, “imprevisti” o “tempi tecnici”. Quando un’opera già finanziata rimane ferma per quasi un decennio, la responsabilità non è del destino: è del sindaco e dell’amministrazione che hanno gestito (o non gestito) il finanziamento.Un’amministrazione che eredita un finanziamento ha il dovere istituzionale di portarlo a compimento, non di trascinarlo fino al punto di metterlo a rischio. E quando un’opera pubblica resta incompiuta per anni, la comunità non può essere chiamata a pagare il prezzo dell’inefficienza.
O si chiude l’opera, oppure si perde il finanziamento. E se si perde, la responsabilità politica è chiara e rimane nella storia amministrativa del Comune.


La storia della strada Carbasile–Culovì non è solo un elenco di lavori, varianti, frane e cantieri. È una storia che attraversa più di un decennio, più amministrazioni, più promesse, più speranze e anche più delusioni. È una storia che parla di un territorio che chiede da anni una strada sicura, logica, funzionale. E parla anche di scelte che, purtroppo, non sempre hanno seguito il buon senso.
Ma soprattutto, questa strada è vitale per gli abitanti di Pentone Sud: oggi, in quelle zone, non può arrivare un’ambulanza, non possono arrivare i Vigili del Fuoco, non possono arrivare i mezzi di soccorso, e questo significa che una vita può dipendere da una strada che ancora non c’è. Significa che un anziano, un malato, un disabile, una persona in difficoltà, rischia di non ricevere aiuto in tempo. E significa anche che raggiungere il cimitero in modo sicuro, soprattutto per chi ha difficoltà motorie, è oggi un percorso rischioso, stretto, esposto, non degno di un paese che vuole rispetto per i suoi cittadini e per i suoi defunti.
Questa strada non è solo un’opera pubblica: è un diritto di sicurezza, un diritto di accesso, un diritto di dignità.
Tutto comincia con il sindaco Alfio Riccelli, che immaginò un collegamento dalla SS 109 bis, all’altezza della fine di via Calipari e Carbasile. Un’idea che nasceva dalla necessità: collegare meglio la parte alta e quella bassa del territorio, dare sicurezza, creare un passaggio stabile. Su quella futura strada, il sindaco Raffaele Mirenzi fece costruire due muri di contenimento, grazie a un finanziamento dedicato. Erano i primi segni concreti di un’opera che sembrava finalmente prendere forma.
Nel 2014, l’amministrazione Merante riprese il progetto, e nel 2018 ottenne un finanziamento di circa 2.199.000 € per l’impianto di depurazione previsto nella zona bassa della Carcara, vicino all’icona delle Tre Facce. Un finanziamento importante, che avrebbe dovuto dare slancio definitivo all’opera.
Poi, nel 2019, arrivò la nuova amministrazione a guida Marino. E qui la storia si ferma: per circa due anni, il progetto rimane bloccato. Si decide di fare una variante per arrivare alla zona dove doveva sorgere il depuratore. Una scelta che rallenta tutto, che congela i lavori, che lascia la strada sospesa tra ciò che era stato fatto e ciò che si sarebbe dovuto fare.
I lavori ripartono solo verso la fine del 2022. La ditta incaricata comincia ampliando il tracciato a 5 metri, come già realizzato dall’amministrazione Merante, e costruendo 4 muri di contenimento nelle curve sotto la strada a scendere. Sembrava finalmente il momento della ripartenza.
Ma all’improvviso accade qualcosa che nessuno spiega: i lavori vengono spostati dalla parte bassa a salire verso Culovì, dove la strada era meno fragile. Perché? Non lo sappiamo. Io posso immaginarlo, ma chi dovrebbe parlare non parla.
In quella zona vengono costruiti circa 100 metri di muri di contenimento, poi la ditta abbandona il cantiere. Oggi, 2026, c’è un contenzioso aperto tra la ditta e il Comune. Un’opera pubblica ferma, un finanziamento bloccato, un territorio che aspetta risposte.
Nel febbraio 2026, dopo un forte temporale, si verifica una frana sotto la SS 109 bis. Si interviene in somma urgenza, costruendo nuovi muri, probabilmente utilizzando fondi del finanziamento del depuratore. La spesa è di circa 16.000 €. Ma poche settimane dopo, nello stesso punto, si verifica una seconda frana. Segno evidente che l’intervento urgente non era risolutivo.
Alla luce dei fatti, quei 16.000 € appaiono come uno spreco, perché se i lavori del 2022 fossero proseguiti nella parte alta di Carbasile, come previsto la parte più fragile, si sarebbe potuto utilizzare meglio il finanziamento, magari asfaltando o cementando le due discese più critiche. La logica tecnica, qui, sembra essere stata dimenticata.
Tra settembre e ottobre 2026, iniziano nuovi lavori di allargamento per circa 80–100 metri da Culovì fino a via del Sole. Ma via del Sole è larga appena 4 metri. E allora nasce spontanea una domanda: perché allargare in modo sproporzionato un tratto che si collega a una strada più stretta? Perché creare un allargamento che sembra quasi un’area di servizio? Chi ha deciso questo? Il progettista, il sindaco, il RUP dovrebbero spiegarlo, perché appare come un secondo spreco di denaro pubblico.
Le foto che ho pubblicato documentano tutto: i muri, gli allargamenti, le frane, le varianti, le scelte improvvise, le interruzioni, le contraddizioni. Sono immagini che parlano da sole, che raccontano una storia che non può essere ignorata.
Questa non è polemica. Non è rabbia. È trasparenza. È il diritto dei cittadini di sapere come vengono spesi i soldi pubblici. È il dovere di chi osserva, fotografa, documenta e racconta, di dire ciò che vede. Perché una strada non è solo cemento: è fiducia, è sicurezza, è futuro. E quando le scelte non hanno logica, quando i soldi vengono spesi male, quando i lavori si fermano senza spiegazioni, è giusto chiedere chiarezza.
Io lo faccio con rispetto, ma anche con fermezza. Perché questa è la nostra terra, e merita di meglio. E perché la verità, quando è documentata, non può essere ignorata.
 
 
 
Muri dello spreco Carbasile
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