Ambiente Cimitero Pentone - Enzo Marino

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Le perle di RXP
11 settembre 2026

 
Tra bandi ignorati e un mutuo acceso sulle spalle dei cittadini: il cimitero di Pentone è oggi la prova più evidente di una gestione che non riesce a garantire nemmeno la dignità dei luoghi sacri
 
All'inizio del mandato dell'amministrazione Rinascita per Pentone (2019-2024), un consigliere comunale accennò informalmente alla volontà di sistemare l'impianto elettrico del cimitero: fili a terra, problemi di sicurezza, decoro da ripristinare. Si trattava di un semplice riferimento verbale, sufficiente però a dimostrare una cosa: il problema era noto fin dall'inizio.
 
A distanza di anni, quella criticità è rimasta del tutto irrisolta. Fili scoperti, umidità, accumuli di aghi di pino, totale assenza di canaline e protezioni. Il cimitero continua a presentarsi come un luogo incompiuto, dove la manutenzione rincorre costantemente l'emergenza invece di seguire una seria programmazione.
 
Dal 2019 al 2026 sono stati pubblicati annualmente bandi nazionali e regionali specifici per i servizi cimiteriali: ampliamenti, realizzazione di loculi, messa in sicurezza, abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico e digitalizzazione. Non parliamo di bandi straordinari, ma di opportunità annuali, ricorrenti e ampiamente programmate.
 
Molti Comuni limitrofi e di dimensioni simili al nostro ne hanno usufruito. Pentone no.
 
Nessuna opportunità concretamente intercettata per migliorare il cimitero attraverso finanziamenti esterni. Quando si è reso necessario intervenire, l'amministrazione non ha fatto ricorso a contributi a fondo perduto, ma ha preferito accendere un mutuo di circa 125 mila euro. Non una risorsa ottenuta senza gravare sulle casse comunali, ma un debito destinato a pesare nel tempo sulla collettività.
 
Il paradosso è evidente: nonostante l'accensione di un mutuo, il cimitero versa ancora in condizioni precarie. Inoltre, si sono create palesi disparità: i loculi nuovi godono di un impianto moderno, mentre le tombe storiche restano al buio, tra lampadine fioche e fili scoperti.
 
Le conseguenze di questa situazione sono ormai sotto gli occhi di tutti. Alcuni cittadini hanno rinunciato al servizio delle luci votive chiedendone il distacco, mentre altri hanno provveduto autonomamente installando sulle tombe piccoli lumini a batteria acquistati a proprie spese. Una scelta dettata dalla necessità di mantenere comunque un segno di presenza e di memoria per i propri cari. Quando i cittadini sono costretti a sostituirsi al Comune per garantire una semplice luce votiva, emerge con evidenza il disagio di un servizio che non riesce più a rispondere pienamente alle aspettative di chi lo finanzia ogni anno attraverso il canone previsto.
 
A tutto ciò si aggiunge un dato che merita attenzione. Negli ultimi anni tre operatori comunali sono andati in pensione senza essere sostituiti. Tra questi vi era anche il dipendente incaricato della manutenzione delle luci pubbliche e delle lampade votive del cimitero. Venuta meno questa figura interna, il Comune ha dovuto ricorrere all'intervento di ditte esterne per garantire le riparazioni e gli interventi necessari. Una situazione che pone interrogativi sulla programmazione del personale e sulla capacità dell'Ente di assicurare continuità ed efficienza nei servizi essenziali.
 
Lavori eseguiti al cimitero (2019-2026)
 
1. Rimozione delle due scale in pietra
Le storiche scale sono state eliminate e sostituite con una rampa in mattonelle dotata di inferriate in ferro. La rampa, pur pensata per agevolare il passaggio di carrozzine, anziani e delle scalette in alluminio, rappresenta uno degli interventi più visibili realizzati nel periodo.
 
2. Costruzione di 12 loculi
Gli unici interventi dotati di un impianto elettrico aggiornato e funzionale.
 
3. Bagno "ripristinato"
Un intervento minimo. La struttura resta aperta sostanzialmente solo il 2 novembre, mentre l'area circostante presenta tre pozzi neri delimitati da una semplice rete di protezione.
 
4. Taglio di alcuni alberi pericolosi
Intervento limitato alla rimozione degli esemplari ritenuti a rischio.
 
5. Tutto il resto è rimasto invariato
Nessun intervento strutturale è stato eseguito su:
 
     
  • Impianto elettrico delle tombe;
  •  
  • Impianto elettrico dei vecchi loculi;
  •  
  • Manutenzioni generali;
  •  
  • Percorsi interni;
  •  
  • Aree comuni.
 
Solo i nuovi loculi dispongono di un impianto a norma. Il resto dell'area cimiteriale versa nelle stesse condizioni critiche degli anni passati.
 
Il cimitero non custodisce soltanto nomi incisi sulla pietra. Custodisce storie, affetti e l'identità delle nostre famiglie. La luce votiva non è una semplice lampadina: è un gesto silenzioso di amore e memoria.
 
Oggi assistiamo a una disparità difficile da giustificare: lapidi nuove con portalampade moderni e luci a LED efficienti, contrapposte a tombe più datate lasciate al buio, con supporti ossidati, deteriorati o malfunzionanti. Eppure i parenti dei defunti pagano tutti la stessa identica quota annuale.
 
Le lampadine a LED non offrono soltanto una migliore luminosità e una maggiore durata:
 
     
  • Consumano fino al 90% in meno rispetto alle lampadine tradizionali;
  •  
  • Si bruciano molto meno frequentemente;
  •  
  • Richiedono una manutenzione minima;
  •  
  • Garantiscono un significativo risparmio economico nel tempo.
 
Per queste ragioni è doveroso che il Comune garantisca finalmente:
 
     
  • La sostituzione sistematica dei portalampade rotti o usurati;
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  • L'installazione di lampadine a LED su tutte le tombe, senza      distinzioni;
  •  
  • Un impianto elettrico sicuro, efficiente e uniforme;
  •  
  • Un servizio dignitoso per ogni famiglia;
  •  
  • Un sistema virtuoso capace di ridurre gli sprechi e contenere i costi      energetici.
 
Vorrei ricordare che quando si parla di loculi comunali non si parla di favori, ma di servizi dovuti. Chi versa annualmente il canone previsto ha diritto a un servizio completo e funzionante. E questo comprende anche portalampade e luci votive, che fanno parte dell'impianto comunale. Installazione, manutenzione e sostituzione spettano all'Ente gestore e non ai familiari dei defunti.
 
La luce votiva è un segno di presenza, un modo silenzioso per dire: "Non ti ho dimenticato".
 
Ogni famiglia ha il diritto di vedere garantita la stessa dignità per i propri cari, indipendentemente dall'anno di costruzione del loculo o dalla posizione della tomba.
 
La cura dei luoghi sacri non è un favore concesso ai cittadini: è un preciso dovere istituzionale. E quando questo dovere viene meno, è legittimo, anzi doveroso, chiedere conto delle scelte compiute, delle occasioni perdute e delle risorse impiegate.
 
Perché il rispetto per i defunti si misura nei fatti, non nelle promesse. E la dignità di un cimitero racconta molto più di quanto si creda sulla cura che una comunità riserva alla propria memoria.
 
 
Le considerazioni riportate non si basano su impressioni personali, ma su una documentazione fotografica e video realizzata direttamente all'interno del cimitero comunale, dalla quale emergono chiaramente le condizioni dell'impianto elettrico, lo stato delle lampade votive, la presenza di fili esposti e le differenze esistenti tra le strutture più recenti e quelle storiche.
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